Valle del Kas
Sabato scorso sono finalmente tornata a Vallecas dopo quasi un anno, questa di volta di giorno, e ho familiarizzato un pò con il barrio.
A Vallecas si respira un’aria di periferia che resiste, di trasformazione vissuta dai suoi abitanti, tanti migranti che passano e tanti che ci sono nati e cresciuti. Ci sono un bel po di casette vecchie, alcune semi crollate, tante sfitte o in vendita. Mattoncini, rampicanti, cactus, inferiate, murales qua e la. Intorno, palazzoni che cercano di espandersi, allargano i confini e distorcono il profilo. Brutti.
Nel parco un gruppo di vecchi madrileni che giocano a carte su un tavolino, a fianco un gruppo di vecchi arabi che giocano a domino. Un sacco di bambini peruviani che giocano a calcio. Un gruppetto di italiani che giocano ai turisti.
La scusa ufficiale per andare nel quartiere, fermata Puente de
Vallecas Linea 1, era cercare un negozio di musica punk-ska-oi-rock super fornito. Tra i vari cd e vinili ho scovato un disco che raccoglieva tutte le canzoni dedicate al barrio stesso. La prima canzone era ovviamente el Vals del obrero degli Ska-p gruppo formatosi e legato al barrio. Penso che di tutti i quartieri di Madrid, Vallecas sia quello che maggiormente mantiene il suo senso di appartenenza; negli anni 50 era il quartiere operaio per eccellenza e il maggiormente politicizzato. Vallecas ha anche la sua squadra di calcio, il Rayo Vallecano ( http://www.rayovallecano.es ), la sua emittente radio (http://www.radiovallekas.org ) che alterna musica di vari generi a momenti di informazione e dibattiti politici lasciando ampio spazio ai gruppi e i movimenti di lotta, e la sua tv, Tele-K ( http://www.vallecas.org/ ). Tanto per rendere l’idea dello spirito vallecano, nel 2005 in una situazione di precarietà delle rete tv, che non avendo ottenuto l’autorizzazione per trasmettere tra le reti locali rischiava di sparire, questa decise di piratare e sovrapporsi alla frequenza de Laotra, il secondo canale madrileno.
In una giornata di sole primaverile l’ideale è attraversare il barrio e salire in cima al mirador per osservare tutta Madrid. La vista è stupenda. Il mirador è un parco pubblico chiamato Parque de las Tetas, con alberelli, viottolini di ghiaia e panchine. Sedersi nell’erba o su una panchina a prendere il sole godendosi la vista e scorgendo i monti all’orizzonte è un’esperienza che consiglio a tutti e a tutte quelle che passeranno da queste parti.






laPoggi ha detto,
aprile 15, 2010 a 6:21 pm
scusa ma…..Parque de las TETAS???? Ma davvero si chiama così, cioè c’è proprio un cartello???? Questo me lo sono proprio perso……
Maurizio ha detto,
aprile 12, 2010 a 12:58 pm
HHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH!!!!
Cacchio ci devo venire!
una cosa: perché ascolti il punk-oi-di-droga!?
Ciao!